Ecco l'età che l'essere umano probabilmente non potrà mai superare, secondo uno studio
L'essere umano potrebbe vivere molto più a lungo di quanto si pensi. Grazie a una serie di simulazioni informatiche, un gruppo di ricercatori russi ha stimato che il limite teorico della longevità umana si collocherebbe tra i 150 e i 190 anni, anche in un individuo completamente privo di malattie.
Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica NPJ Aging, il vero ostacolo alla sopravvivenza non sarebbe rappresentato esclusivamente dalle patologie, ma dall'accumulo inevitabile di mutazioni casuali del DNA. Con il passare del tempo, queste alterazioni renderebbero le cellule sempre meno efficienti, fino a compromettere il corretto funzionamento dell'intero organismo.
Il ruolo delle mutazioni del DNA
Attualmente, l'aspettativa di vita media è compresa tra i 71 e i 73 anni per gli uomini e tra gli 81 e gli 85 anni per le donne. Tuttavia, il responsabile della ricerca, Dmitrii Kriukov, sottolinea che il valore di 150-190 anni non rappresenta una previsione, bensì un modello teorico basato sull'evoluzione delle mutazioni somatiche del DNA.
L'obiettivo dello studio è comprendere quanto tempo impiegherebbero queste mutazioni ad accumularsi fino a rendere impossibile la sopravvivenza di un individuo anche in assenza di malattie.
Gli autori spiegano inoltre che una futura integrazione di altri meccanismi coinvolti nell'invecchiamento potrebbe portare allo sviluppo di una teoria biologica completa del processo di senescenza. Per raggiungere questo traguardo sarà necessario il contributo coordinato di numerosi gruppi di ricerca internazionali.
Non tutti gli organi invecchiano allo stesso modo
Lo studio evidenzia come i diversi organi reagiscano in maniera differente all'accumulo delle mutazioni genetiche. Le cellule del cervello e del cuore, che si rinnovano molto lentamente, tendono ad accumulare più facilmente danni al DNA nel corso degli anni.
Al contrario, tessuti come la pelle e il fegato, caratterizzati da un continuo ricambio cellulare, riescono a sostituire più frequentemente le cellule danneggiate, limitando almeno in parte gli effetti dell'invecchiamento.
Lo stile di vita resta fondamentale
Pur ipotizzando una longevità teorica compresa tra 150 e 190 anni, gli scienziati ricordano che nella realtà la durata della vita è influenzata da numerosi altri fattori, tra cui le malattie, l'alimentazione, l'attività fisica, l'ambiente e le abitudini di vita.
Ad oggi, il record di longevità documentata appartiene alla francese Jeanne Calment, che ha vissuto 122 anni e 164 giorni, un primato che rimane tuttora imbattuto.
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