Olio di cocco: davvero fa bene a pelle e capelli? Ecco quando è meglio evitarlo
Star della cosmesi naturale, l’olio di cocco non è però adatto a tutti i tipi di pelle né a tutti i tipi di capelli. Ecco cosa bisogna sapere prima di integrarlo nella propria routine di bellezza.
Protettivo e nutriente, l’olio di cocco conquista grazie al suo profumo goloso ed esotico, che richiama subito atmosfere tropicali. Tuttavia, all’interno di una routine beauty, va utilizzato con cautela, soprattutto se si ha la pelle grassa o a tendenza acneica.
Il motivo è semplice: l’olio di cocco è comedogenico. In altre parole, può favorire la comparsa di imperfezioni. La sua consistenza tende infatti a ostruire i pori, impedendo al sebo in eccesso di fuoriuscire. Il risultato è la formazione di brufoli, punti neri e punti bianchi.
Se desiderate utilizzare un olio nei vostri trattamenti, è preferibile scegliere l’olio di nocciola, che è non comedogenico, così come l’olio di jojoba. L’olio di cocco può invece essere un valido alleato per le pelli molto secche o per alleviare le labbra screpolate.

E per i capelli?
Ricco di acidi grassi saturi, vitamine A ed E e acido laurico, l’olio di cocco può essere applicato anche sui capelli. Li rende più morbidi, lucenti e aiuta a disciplinare l’effetto crespo. Tuttavia, non bisogna considerarlo una soluzione se si hanno capelli fragili e/o disidratati. Non sostituisce infatti un trattamento idratante.
Se i capelli sono secchi, significa che manca loro acqua. L’olio crea una barriera che limita l’apporto di idratazione e può persino accentuare la sensazione di secchezza. Utilizzato da solo, rischia soprattutto di mascherare il problema senza risolverlo in profondità.
Per prendersi cura di una chioma indebolita è meglio ricorrere a delle maschere per capelli, sapendo che esistono efficaci ricette naturali. Avena, miele, aloe vera e perfino la composta di mele sono tra gli ingredienti casalinghi più efficaci per aiutare i capelli a ritrovare la giusta idratazione.

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